Tecnologie e materiali per costruire dal 1972
Search

Come impermeabilizzare il balcone senza togliere le piastrelle

Impermeabilizzazioni senza piastrelle

Se gestisci un’impresa edile o se sei un privato che ha a cuore la manutenzione della propria casa, sai perfettamente che le infiltrazioni da terrazzi e balconi sono tra i problemi più complessi, costosi e fastidiosi da risolvere nel panorama dell’edilizia residenziale.

Fino a pochi anni fa, la diagnosi di fronte a un balcone che perdeva acqua era una sola, drastica e dolorosa: demolizione totale. Significava smantellare le piastrelle, rompere il vecchio massetto, portarlo in discarica, stendere una nuova guaina bituminosa, rifare il massetto, ricomprare le piastrelle e incollarle di nuovo.

Oggi, fortunatamente, la chimica applicata all’edilizia ci mette a disposizione soluzioni straordinarie che, in alcuni casi, permettono di impermeabilizzare il balcone senza togliere le piastrelle.

Si tratta della cosiddetta “impermeabilizzazione soprapavimento”. Vediamo come funziona, quando è davvero possibile applicarla e come eseguirla passo-passo per ottenere un risultato che duri nel tempo.

Indice degli argomenti:

Quando NON devi assolutamente farlo

Qualcuno potrebbe dirti che basta stendere un liquido trasparente con un rullo per risolvere ogni infiltrazione in dieci minuti. Falso. Se applichi il prodotto sbagliato sul supporto sbagliato, non solo butterai via i tuoi soldi, ma sigillerai l’umidità all’interno della struttura, accelerando il degrado del calcestruzzo sottostante.

Ci sono situazioni in cui ricorrere alla sovra-impermeabilizzazione trasparente o liquida è, a tutti gli effetti, un errore tecnico. Questi i casi più diffusi:

 

    • Le piastrelle sono staccate o “suonano a vuoto”: se camminando sul balcone senti che le mattonelle si muovono, o se battendo leggermente con il manico di un martello avverti un suono sordo e vuoto, significa che l’adesivo sottostante si è completamente degradato. Non c’è stabilità strutturale. Applicare un liquido sopra una superficie instabile è un errore che si paga nel giro di pochi mesi.
    • Il massetto è completamente saturo d’acqua: se l’infiltrazione dura da anni, il massetto cementizio sotto le piastrelle potrebbe essere davvero intriso d’acqua. Se stendi una pellicola impermeabile sopra le piastrelle, l’acqua intrappolata sotto, non appena saliranno le temperature estive, si trasformerà in vapore. La pressione del vapore spingerà verso l’alto, creando bolle, distacchi e squarci sulla tua nuova resina.
    • Mancano le pendenze corrette: se sul balcone si creano ristagni d’acqua evidenti perché la pendenza non convoglia l’acqua verso gli scarichi o i gocciolatoi, nessun liquido miracoloso risolverà il problema alla radice. L’acqua stagnante, alla lunga, degrada qualsiasi finitura chimica superficiale.
  • Presenza di efflorescenze saline diffuse: se noti continue fuoriuscite di sali bianchi dalle fughe, significa che c’è un passaggio d’acqua sotterraneo importante che sta disgregando il massetto.

Se invece la tua pavimentazione è solida, le pendenze sono corrette, ma l’acqua riesce a infiltrarsi attraverso micro-cavillature delle fughe o lesioni impercettibili, allora sì: sei nel posto giusto. L’impermeabilizzazione senza demolizione è la tua soluzione ideale.

Se oltre alle infiltrazioni riscontri problemi di muffa interna dovuti a shock termici, approfondisci con la nostra guida completa all’isolamento termico e cappotto.

La diagnosi preliminare

Il controllo dell'umidità residua

Il balcone deve essere perfettamente asciutto. Non basta che “sembri” asciutto a occhio nudo. Se ha piovuto nei giorni precedenti, devi aspettare che il sole diretto abbia fatto evaporare l’umidità profonda per almeno 4-5 giorni consecutivi. Se vuoi fare una prova empirica ma efficace, fissa un foglio di plastica trasparente di circa 50×50 cm sul pavimento del balcone con del nastro adesivo sigillante sui quattro lati. Lascialo sotto il sole per 24 ore. Se il giorno dopo noti della condensa o un cambiamento di colore della pavimentazione sotto la plastica, significa che c’è ancora troppa umidità nel supporto.

L'analisi delle fughe e dei giunti di dilatazione

L’acqua non passa quasi mai attraverso la piastrella in gres porcellanato (che ha un assorbimento quasi nullo), ma passa dalle fughe cementizie o dai giunti perimetrali, dove il balcone incontra il muro dell’abitazione o la soglia della porta-finestra. Ispeziona ogni centimetro di stucco. Se noti zone farinose, buchi o crepe, quelle saranno le prime aree da risanare.

La Preparazione della Superficie

Il prodotto chimico si attacca solo se trova una superficie chimicamente pulita, priva di grassi, oli, cere, calcare o vecchi trattamenti idrorepellenti.

1. Il lavaggio acido profondo

Non pulire il balcone con un normale detersivo o con la candeggina. Si deve effettuare un lavaggio disincrostante utilizzando un acido tamponato specifico per edilizia. Questo serve a rimuovere le tracce di calcare, le efflorescenze saline e ad aprire la porosità delle fughe cementizie.

  • Applica la soluzione acida diluita secondo le indicazioni del produttore.
  • Strofina energicamente con una spazzola o con un tampone abrasivo.
  • Risciacqua abbondantemente con acqua pulita (meglio se con un’idropulitrice) e aspira i residui liquidi per evitare che penetrino ulteriormente nelle crepe.

2. La sgrassatura solvente

Se sul balcone sono state applicate in passato cere protettive o prodotti oleo-repellenti (i classici “salva-terrazzi” stagionali), il nuovo impermeabilizzante non riuscirà a fare presa. In questo caso è necessario effettuare un lavaggio preventivo con un solvente sgrassante o un decerante forte, per riportare il gres o il clinker al loro stato naturale.

Il ripristino delle fughe e dei punti critici

Prima di stendere lo scudo impermeabile su tutto il balcone, dobbiamo andare a tappare i buchi macroscopici. Non possiamo sperare che una resina liquida riempia una crepa di due millimetri nelle fughe.

1. La stuccatura tecnica

Se le fughe sono deteriorate o mancanti, devi svuotarle parzialmente con un raschietto per fughe e ripristinarle utilizzando uno stucco cementizio ad alte prestazioni, additivato con lattice elastico, oppure uno stucco epossidico bicomponente se cerchi l’impermeabilità totale del giunto stesso.

2. La sigillatura dei giunti perimetrali

Il punto più pericoloso in assoluto è l’angolo a “L” tra il pavimento del balcone e il muro verticale. Le vibrazioni e i movimenti di dilatazione termica creano sempre una micro-frattura in quel punto.

  • Rimuovi il vecchio silicone o lo stucco cementizio lesionato lungo tutto il perimetro.
  • Applica un cordone di sigillante poliuretanico ad alta elasticità. Questo cordone assorbirà i movimenti strutturali senza strapparsi.

Scegliere la tecnologia giusta

Per impermeabilizzare sopra le piastrelle lasciando a vista il pavimento originale, abbiamo a disposizione due famiglie di prodotti principali. Ognuna ha dei pro e dei contro.

1. Le resine poliuretaniche trasparenti alifatiche

Le resine poliuretaniche bicomponenti sono il punto di riferimento del settore. Attenzione alla parola alifatica: significa che la catena chimica del polimero è stabile ai raggi UV. Se usi una resina poliuretanica aromatica (più economica), sotto l’effetto del sole di Roma ingiallirà in poco tempo, conferendo alla superficie del tuo balcone un effetto ambrato.

  • Pro: creano un film continuo, vetrificato, lucido o satinato, estremamente resistente al calpestio e al graffio delle sedie o dei tavoli da esterno. Hanno un’elasticità superiore al 300%, il che significa che seguono le dilatazioni termiche del balcone senza produrre crepe.
  • Contro: richiedono un’applicazione rigorosa. Essendo bicomponenti, bisogna miscelare la parte A e la parte B rispettando i rapporti al grammo. Hanno una tolleranza all’umidità del supporto vicina allo zero durante la posa.

2. I protettivi liquidi a base di polimeri silano-modificati

Questa è la tecnologia più recente e “smart”. Sono formulati monocomponenti pronti all’uso che non creano un film spesso come una resina, ma penetrano per capillarità all’interno delle fughe e delle porosità della piastrella, saturandole e rendendole idrorepellenti, pur mantenendo una traspirabilità al vapore totale.

  • Pro: facilità di applicazione estrema (si stendono a rullo o pennello), non alterano minimamente l’aspetto estetico e la scivolosità della piastrella, tollerano meglio la minima umidità residua.
  • Contro: non creano una pellicola continua sopra le fessure macroscopiche. Se la piastrella si crepasse in futuro, la protezione potrebbe fallire. Hanno una durata temporale leggermente inferiore rispetto a una resina poliuretanica alifatica alto-spessore e richiedono un ciclo di rinfresco dopo alcuni anni.

Come applicare un sistema poliuretanico trasparente

Immaginiamo di voler stendere una protezione professionale a film continuo (resina poliuretanica alifatica), che garantisce la tenuta più duratura in assoluto.

1. L'applicazione del promotore di adesione (Primer)

Il gres porcellanato è una superficie vetrificata, liscia e non assorbente. Se applichi la resina direttamente, si staccherà come una pellicola di plastica. Devi applicare un promotore di adesione chimica. Si tratta di un liquido trasparente, fluido come l’acqua, che si stende con un panno in microfibra o un rullo a pelo raso su tutta la superficie. Va lasciato asciugare per il tempo esatto indicato dalla scheda tecnica (solitamente da 30 a 60 minuti).

2. La stesura della prima mano di resina

  • Miscela la parte A e la parte B con un miscelatore meccanico a basso numero di giri per evitare di inglobare bolle d’aria.
  • Versa il prodotto sul pavimento e stendilo in modo uniforme utilizzando un rullo da resina a pelo corto (resistente ai solventi).
  • Lavora a incrocio: stendi in senso verticale e poi ripassa in senso orizzontale per uniformare gli spessori.

3. Il posizionamento della rete di rinforzo

In corrispondenza degli angoli o delle crepe strutturali precedentemente sigillate, annega nella resina ancora fresca una striscia di rete in fibra di vetro apposita. Questo eviterà che le tensioni della struttura si riflettano sulla finitura superficiale.

4. La seconda mano di finitura

Dopo circa 12-24 ore (e comunque non oltre le 48 ore, per evitare che la prima mano si indurisca troppo impedendo l’adesione chimica), applica la seconda mano di resina poliuretanica alifatica trasparente seguendo lo stesso metodo. Questa mano sigillerà completamente il sistema, garantendo lo spessore tecnico necessario a resistere alle intemperie e al calpestio continuo.

Consigli utili

  • Condizioni climatiche: prima di procedere, tieni sempre d’occhio il meteo e le temperature: non applicare mai le resine nelle ore centrali di una giornata estiva con il sole che batte direttamente sul balcone. La piastrella calda accelererebbe l’evaporazione del solvente, creando bolle d’aria permanenti nel film resinoso. Lavora la mattina presto o nel tardo pomeriggio, con temperature del supporto comprese tra i 10°C e i 25°C.

  • Scivolosità: Le resine trasparenti continue, quando sono bagnate dalla pioggia, possono trasformarsi in una pista di pattinaggio pericolosissima. Durante l’applicazione della seconda mano, ti consigliamo di aggiungere alla resina una piccola percentuale di microsfere di vetro antiscivolo (corindone trasparente). Manterrai la trasparenza del pavimento ma garantirai il grip necessario a camminare in totale sicurezza.

Scegliere la qualità ripaga sempre

Impermeabilizzare il balcone senza demolire è un’opera che richiede i prodotti giusti e la giusta competenza. Se decidi di risparmiare qualche euro comprando un prodotto economico, rischi di ritrovarti nel giro di un anno con un balcone ingiallito, che si sfoglia e con le infiltrazioni esattamente nello stesso punto di prima.

Prima di procedere, passa a trovarci in uno dei nostri hub per l’edilizia. I nostri tecnici sono pronti a calcolare le rese esatte per il tuo balcone, consigliarti il ciclo di lavaggio acido perfetto e fornirti i promotori d’adesione adatti alla tua specifica piastrella.

Link utili

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.